Il nostro repertorio è mirato alla ricerca e riproposta del canto popolare piemontese nonché di quei canti che, approdati in Piemonte, si sono modificati prendendo spunto dalle vicende del territorio e dei suoi personaggi e che successivamente, col passare del tempo, hanno assimilato le connotazioni tipiche del canto popolare tipico dei nostri paesi.
Come tutte le realtà corali abbiamo voluto fissare nel tempo le nostre ricerche e le nostre voci e fin dal 1989, solamente dopo otto anni dalla data di fondazione, abbiamo incominciato a incidere i nostri canti.
Le nostre armonizzazioni invece sono raccolte in una serie di pubblicazioni monografiche che raccontano le nostre tradizioni, non solo con le melodie ed i testi scelti e riproposti coralmente, ma anche attraverso le analisi storiche degli stessi, le contaminazioni con le altre culture, le traduzioni dei testi e le immagini che di volta in volta abbiamo scelto per arricchire la pubblicazione.
Ogni singola raccolta è corredata di un CD con incisi i brani armonizzati della ricerca eseguita, per dar modo ad ognuno di poter vivere ed ascoltare la storia di ogni singolo brano.
Il nostro repertorio vive e si articola negli anni trovando il suo culmine nelle pubblicazioni dei volumi monografici. Il nostro canzoniere dunque è vivo, cresce con noi, con le nostre esperienze e con la consapevolezza che il canto popolare è fonte continua di cultura nella massima espressione che si può intendere perché al suo interno vi alberga la storia dei popoli.
Di origine autoctona con contaminazioni, sia nelle forme parlate che in quelle musicali, riconducibili a tutti i paesi neolatini, il canto dialettale piemontese si è evoluto sostanzialmente nella narrazione di eventi storico/leggendari sui quali il popolo ha avvertito particolari condizioni emotive come il tradimento, lo spergiuro, l'amore eterno o impossibile, la prigionia, la lontananza forzata...
La produzione, quanto mai vasta e articolata, ci ha portato ad eseguire delle scelte mirate soprattutto alla diffusione di quei canti epico-lirici ormai "dimenticati" non solo dagli addetti ai lavori ma anche e purtroppo dallo stesso autore/esecutore principale: il popolo.
Cecilia
Donna lombarda
El re perzonè
La fija del re
La fija robeja
La fuga
La Peroneta
L'artorn del soldà
Moran de l'Inghiltèra
Potensa del cant
Tre jolì tambor
A Carignan
Bon-a seira, madona
Domanda indiscreta
La bela al bal
La bela Ceciliota
La sposa rubata
Piemont favolos
Canti della tradizione piemontese
Se è vero che la musica non ha confini, allora è anche vero che all'interno di uno stesso canto si possono trovare delle realtà comuni a più aree geopolitche.
Il popolo, sempre attento ai cambiamenti che lo vedono partecipe, trasforma il canto popolare mettendo in discussione tutto, anche la lingua dei propri vecchi, ma non mette in discussione e non modifica quei valori e quei principi ritenuti "sacri" fin dalla notte dei tempi.
Si modifica il modo di pensare: la vita contadina si integra con quella operaia, il canto di lavoro nei campi viene schiacciato dai canti della protesta industriale ma il rispetto per il dolore e per l'amore, la rabbia per l'ingiustizia e l'oppressione, non mutano i sentimenti che albergano nel cuore della nostra gente.
An Val Dondon-a
Domanda indiscreta
La bela al bal
La bevanda sonnifera
La pesca dell'anello
La sposa rubata
O mulinaio
Serenate e canzoni d'amore
Sch'eu t'am
Megrakyàk a tùzet
Serenata
Barcaiolo
Canto d'amore
Il sole dietro ai monti
Lingera
Povera regina
Luigi, bel Luigi
O carcerier
Passa e ripassa
E picchia, picchia
Sulla porta del mio cancello
Viola, bella Viola
Egloga
Filastrocche e ninne nanne
La cultura contadina ha sempre preso la natura come modello e come massima espressione dei modi di vita.
"Le piante da frutto affinchè portino raccolti abbondanti e sani devono essere curate ed indirizzate fin da piccole".
La tradizione orale popolare ha sempre curato la produzione dei propri canti per i bambini in modo altamente educativo, inserendo gli insegnamenti di secoli di saggezza in storielle in apparenza "sciocche" ma molto vicine alla vita quotidiana e alla cultura delle nostre genti
Cantafavola
La bonne aventure
Ninna nanna
Susanna si fa i ricci
Tacà l'albero
Canti di guerra
La guerra non ha mai riscontrato il favore del popolo, perché è sempre stata un evento al di là dell'umana comprensione. I confini di stato e gli interessi politici sono sempre stati visti come calamità rispetto al normale andamento della vita quotidiana. Il raccolto a fine stagione, l'allevamento del bestiame, i rapporti di buon vicinato e di mutuo soccorso erano le basi di quella cultura contadina, successivamente assorbita e mutata nelle grandi città con l'avvento delle industrie, che regola i rapporti umani anche sotto le armi. I canti degli alpini non sono stati solo canti di guerra ma, proprio perché generati in un contesto cosmopolita e subordinati ad una mescolanza di abitudini, usi e consuetudini, diventano fusione delle costumanze di ogni singola cultura, sfociando in una tradizione orale completamente diversa da quelle originarie.
Serenate, lamentazioni, burle, insubordinazioni, proteste: tutto ciò che era tipicamente regionale diventa tipicamente alpino.
Addio, madre
Fuoco e mitragliatrici
'na notte che pioveva
O Gorizia
Son qui di sentinella
Ticinesi
La barbiera degli alpini
Senti, cara Nineta
Sul cappello
Monte Nero
Ta-pum!
Ti ricordi la sera dei baci
Il canto del soldà
O Piemontesi
Vestì da melitar
Canti popolari del Natale
Il Natale.
La festa per eccellenza dove grandi e bambini finalmente si ritrovano uniti in una magia che tocca i cuori di tutte le genti, indissolubile ed eterna verità sia religiosa che storica.
Per cercare di interpretare al meglio le sensazioni che i popoli hanno sempre cercato di tramandarci ci siamo affidati ai canti popolari natalizi delle genti neolatine per comprendere al meglio il semplice messaggio che da sempre ci viene tramandato dalle scritture e per rendere universale il significato del Santo Natale.
Cita canta piemontèisa
Dov'é quel bambinello
El petit vailet
La notte santa
Melchior et Balthazar
Oggi é nato
Pastori
San Giusep e la Madona
Tu scendi dalle stelle
Lou paure pastre
Il Santo Natale
Son tre re
Canti del lavoro e del carnevale
Dallo studio di quella copiosa produzione delle forme cantate in cui il popolo ha trovato la giusta collocazione per le sue espressioni, accomunate per la maggior parte delle volte da quelle abitudini, modi di vita, pensieri che vengono spesso identificati come immaginario collettivo, i canti del lavoro e forse ancor più i canti rituali del carnevale trovano una particolare ragione d'essere.
Le peculiarità di queste produzioni, sempre legate a momenti storici definiti e periodi temporali ben identificabili, hanno sempre entusiasmato le masse e scatenato le fervide fantasie dei poeti dialettali dando vita a piccoli movimenti socio-culturali ambientati nelle varie realtà della nostra penisola.
Canti del lavoro
A la matin bonora
Ij lavoriè
Il primo fischio
La melia l'é livrà
L'ultimo giorno
Canti del carnevale
Bel carlevé
El borgh a'nvita
Ij salam ant l'ola
Il fungo cinese
La balada del paisan
La canson ed la castlan-a 'd Carignan
La contrà dij gieugh
La Martina
Le poesie di Mario Albano
Malinconia
Orassion matinèra
Canti popolari della Quaresima
El pior dla Madona
Jesùs-Christ s'habille en pauvre
La litania